I giudizi di 4 Lettori Modello
sacripante n.1
sacripante n.2
sacripante n.3
sacripante n.4
Sacripante n.5
sacripante n.6
sacripante n.7
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Abbiamo ripreso a leggere. Da sobri. Ed ecco alcune prime segnalazioni di merito:
- Tra Caproni e Paolo Conte, si colloca Gaetano Vergara e il suo Messico
- Un'atmosfera gogoliana, dove CAttiveinclinazioni non perde certo la faccia, Facce
- Nella luce del mezzogiorno ogni cosa è al suo posto. (da leggere,Effrazioni, di caracaterina)
(per ora, questo basta...)
Il futuro possibile realizza le nostre attese: sacripante! si avvia al numero 5: quindi si sacripentizza!! Non vediamo l'ora di rimetterci al lavoro di lettura, qui nel nostro bar. E abbiamo pure inviato un messaggio di felicitazioni ed omaggi alla sacripantica redazione....
Possibile che nessuno, dico nessuno, abbia avvertito la natura ossimorica e aporetica dell'espressione "Scrivere l'Essenziale"? Ora che quel concorso è finito ci permettiamo di dirlo e di sollevare qualche dubbio.....
Il bar di !sacripenta riapre il 1 settembre.
Noi sacripentici non prendiamo sonno la notte: qualcuno di noi promise un giorno di parlare bene di un testo apparso nel secondo numero di Sacripante"; è tempo di mantenere la promessa ed invitarvi alla rilettura e all'apprezzamento di questo testo:
Angelocesare ha toccato un tema iperletterario, il mentire, e ne è uscito incolume. Bravo.
Segnaliamo, per chi vuole approfondire il tema:
Il club di !sacripenta è citato dal journal di Splinder di Luglio!!!
(acciderbolina, gliel'abbiamo detto noi di segnalarci.....alle volte, basta chiedere)
E' vero, è un po' che non ci facciamo sentire: stiamo cambiando il direttore marketing, e poi qui al tavolo c'è troppo caldo; i fogli di sacripante! rimangono attaccati ai fondi dei bicchieri, e le mosche, intrappolate tra gli stessi fogli ed altri bicchieri rovesciati, bussano per uscire. Estate.
"Fu progettato esatto e ortogonale, in un momento di scintillio e argento della città." (contiana)
"Così, quando gironzoli nella confederazione, pur cambiando lingua, inflessione, dialetto, basta guardarsi intorno pochi minuti e vedi la rassicurante M: eccoti a casa." (iMMaginifica)
Leggiamo, leggiamo, leggiamo e, ogni tanto, ci chiediamo: ma che fine ha fatto l'Autore Onnisciente!?
La redazione di !sacripenta è molto affezionata al vecchio Autore Onnisciente. Ed anche al narratore onnisciente.
Segnalateci, all'interno degli scritti di sacripante!, gli avvistamenti dell'AO (Autore Onnisciente). AO, dove sei?
I lettori al bar di !sacripenta (no, niente retorica sui bar alla lucianoligabue, prego...) continuano indefessamente (o fessamente?) la loro lettura. Ed ecco la seconda segnalazione - ne seguiranno...
A noi è piaciuto molto "Attention à la merde" di eiochemipensavo.
Dalla dimensione di un ricordo domestico, quotidiano, raccolto in una scrittura piana e colloquiale, emerge l'esperienza viva di un gioco (mimare la cecità, "fare il cieco") che è già metafora iperletteraria: la scrittura che "presta" gli occhi al lettore, guidandolo per le strade del raccontare; il lettore che presta la sua ricostruzione immaginativa allo scrittore. E la merda? Cosa c'entra la merda? Qui la metafora s'infittisce, e i sacripentici fanno un passo indietro. A noi questo racconto è piaciuto.
"...e il gozzo pareva un animale per conto suo che, dopo averla azzannata nella trachea, le bevesse fuori metà del respiro, nascondendosi però sotto la pelle di lei come il fotografo sotto la tela. Tantoché la titolare ansimava leggermente, per quanto venisse in discesa, con un gorgoglìo appena percettibile, come un velo di catarro (...) Dal gozzo della donna ribollì un "buon giorno signor dottore", così sommesso e bagnato, che parve il cuocere d'una verza e carote in una terrina, a cui per un attimo si sia tolto il coperchio" (da C.E.Gadda, La cognizione del dolore, capitolo II)
Certo, direte che il paragone è spropositato, ma tant'è: ad uno dei !sacripentici il ragout di senzaqualità (ottimo davvero, per ritmo e densità di parola: molto musicale, quasi cantabile) ha fatto venire alla mente questo ribollire di verza e carote di matrice gaddiana.
Buon appetito.
E' nato, per parto naturale e in acqua, il quarto sacripante!
Avremo molto da leggere, qui al tavolo del nostro baretto; noi, dopolavoristi, siamo lettori fini ma poco voraci; mastichiamo lenti, ci beviamo sopra. Poi diremo la nostra. Sobri, come non mai.
"Da un punto di vista letterario, la mia sorte è molto semplice. La capacità di descrivere la mia sognante vita interiore ha fatto cadere tutto il resto fra le cose secondarie e lo ha orrendamente atrofizzato né cessa di atrofizzarlo. Nessun'altra cosa può mai soddisfarmi."
(Franz Kafka, Diario, 6 agosto 1914)
Sul terzo numero, l'ultimo per ora noto ai lettori, emergevano scritture particolarmente diverse l'una dall'altra, La redazione di !sacripenta (che non si creda meno qualificata di quella di sacripante!) ha scelto come punti d'onore, da segnalare, due testi diversi e complementari:
voyage au bout de la nuit (anche se, l'autore ogni tanto indulge nella frase ad effetto: "Così a lungo dura la fatica di morire.");
il ciclista di via tagiura (perché i materiali parlano, la polvere e la luce fanno il resto).
Brillarono di luce propria, e guai a chi non li notò complimentandosi a precipizio con i rispettivi autori, due testi levigati e di rara eleganza; era il numero due, il più difficile, e gli scritti erano:
La menzogna (perché il mentire non è un tema come gli altri, fa parte delle filosofia del raccontare e del vivere stessi)
Caro lettore (perché......"superior stabat lector....")
E' passato abbastanza tempo per dirlo con tutta la perentorietà, l'arbitrio e l'incrollabile dogmatismo che qui si praticano: le due cose migliori del primo numero di sacripante! furono queste: Il catalogo dei mari (perché contiene l'archetipo della scrittura per accumulazione sinestetica);
Ananke (perché le descrizioni servono, anche più dei "messaggi")
Come rimediare allo scarso feedback dei pregevoli scritti di sacripante! e, soprattutto, di sacripante.splinder? Semplice: prendendosi la briga di leggere ogni numero di sacripante! con estrema attenzione ed esprimendo giudizi e valutazioni sulle scritture là coltivate.